20 maggio 2014

In Cilento, con il GAL

- di Cristina Carpinelli -

Nel bellissimo Cilento è nato un GAL, un gruppo di azione locale, che si occupa  di valorizzare un turismo sostenibile in un territorio eterogeneo che non vuole dimenticare e perdere le sue peculiarità. Abbiamo parlato con il presidente Carmine D’Alessandro per capire come il Gal agisce sul territorio.

 

Com’è nata l’idea?

Il GAL Cilento Regeneratio s.r.l. è nato dalla volontà di unire il settore pubblico e quello privato per la promozione e lo sviluppo del territorio, spinti dalle possibilità fornite dall’Europa con il fondo LEADER che sostiene progetti di sviluppo rurale ideati a livello locale al fine di rivitalizzare il territorio e di creare occupazione.

 

  1. Per promuovere un turismo sostenibile il GAL che cosa si propone?

La società gestisce le attività finalizzate al turismo rurale, naturalistico, culturale ed ambientale sostenibile, sostenendo l’ occupazione e rilanciando le piccole imprese, l’artigianato, i servizi, la  salvaguardia dell’ambiente ed il miglioramento della qualità della vita. Inoltre, promuove e realizza i collegamenti telematici all’interno dell’area di intervento specifico ed all’esterno gestisce l’attività di ricerca e la gestione di servizi in campo economico, socio-economico, ambientale; realizza studi e progetti di fattibilità e di sviluppo, fornisce servizi relativi al terziario avanzato, al marketing, alla pubblicità e produce materiali didattici da condividere per uno sviluppo territoriale coeso e condiviso.

Il GAL promuove anche collaborazioni con altri gruppi locali e soggetti economici-sociali d’Europa nel campo dello sviluppo rurale.

 

Quali sono state le prime fasi per l’istituzione della s.r.l? Eravate un gruppo già formato?

Il partenariato pubblico – privato si è formato attraverso una serie di incontri di confronto e condivisione di idee per lo sviluppo territoriale. Alla fine del processo è stata costituita una s.r.l.

 

Avete subito pensato di poter usufruire dei fondi del Programma di sviluppo rurale per la Campania o vi è stato consigliato da qualche ente al quale vi eravate rivolti?

Sì, il partenariato è nato e si è consolidato con l’obiettivo di utilizzare le opportunità messe a disposizione dal PSR della Regione Campania, attraverso il fondo europeo LEADER.

 

Com’è stato accolto il progetto nel territorio? Avete sensibilizzato e coinvolto la popolazione locale al progetto nella fase di realizzazione ?

Il progetto è stato accolto come una grande opportunità per rilanciare il territorio, in particolare dai soggetti privati, abituati ad una gestione “esclusiva” dei fondi pubblici da parte degli enti pubblici. I GAL prevedono, infatti, il coinvolgimento attraverso un processo che parta dal basso, secondo la logica del “bottom up”.

 

Quali azioni avete svolto già nel concreto?

Il GAL Cilento Regeneratio, nato nel 2010, ha operato con i fondi della programmazione europea 2007 – 2013. Pertanto, gran parte delle iniziative e azioni previste dal piano di sviluppo locale sono state attuate o comunque si completeranno entro il mese di giugno 2015.  In particolare, abbiamo implementato le azioni relative al finanziamento delle attività turistico – ricettive, della ricerca e innovazione nel campo dell’eno–agroalimentare e delle eccellenze produttive locali, quelle relative alla salvaguardia e alla valorizzazione del paesaggio, della biodiversità e del paesaggio rurale. Inoltre, sono stati realizzati numerosi studi e piani strategici  necessari per avere una fotografia reale del Cilento, dei punti di forza e debolezza e degli accorgimenti da mettere in pratica per migliorare.  Molto spazio è stato riservato anche alle attività di comunicazione.

 

Il gal si propone anche di formare una giusta cultura dell’accoglienza e dell’orientamento turistico nella popolazione locale. Perché avete sentito una necessità di questo tipo? Con quali azioni concrete pensate di perseguire nell’intento?

La cultura dell’accoglienza è un elemento imprescindibile nell’offerta turistica. Nonostante quella che potremmo definire una “naturale” vocazione all’accoglienza e all’ospitalità che pure ci appartiene, spesso siamo deficitari nell’associare a quella vocazione l’effettiva conoscenza di standard e processi che contraddistinguono l’accoglienza turistica di alta qualità. In fieri è la selezione dei soggetti che si occuperanno di realizzare una campagna di informazione e sensibilizzazione verso la popolazione per l’orientamento turistico. La popolazione residente ha una funzione strategica. La valenza di questa iniziativa considera il coinvolgimento della popolazione residente come elemento del servizio turistico effettivo e percepito, soprattutto dove si possono generare.

 

Quanto è variegato e ampio il potenziale turistico del Cilento?

Il Cilento ha un potenziale turistico enorme, considerata la ricchezza naturale e culturale del patrimonio esistente. Mare, montagna, collina, storia, miti, filosofia ed enogastronomia: una bagaglio culturale inestimabile. Tra sole e montagna, boschi di castagni, uliveti e vigneti pregiati, offre un luogo di rigenerazione ideale per una vacanza, senza dimenticare le delizie eno – gastronomiche che questa terra, patria della dieta mediterranea, riserva. Il territorio, infatti, è ricco di cantine e aziende agricole di eccellenza che rievocano un patrimonio eno – gastronomico legittimamente identificato come patrimonio dell’umanità. Sullo sfondo le antiche rovine di Paestum, le spiagge di Agropoli, Castellabate, Casal Velino e Pollica, i castelli e monasteri sui monti si fondono nel mare, che si vede assegnate per l’anno 2014 ben 13 bandiere blu. L’ospitalità è centrata in attività extra-alberghiere, agriturismi, bed and breakfast e case di campagna ma anche residence, campeggi e alberghi nelle zone più vicine al mare.

 

Con quali strategie di marketing pensate di attrarre turisti? Sono strategie rivolte maggiormente a turisti italiani o stranieri? Se stranieri, di quale nazionalità?

La strategia da attuare si basa sulla proposta di un’offerta turistica migliorata colmando le lacune esistenti, legate, per lo più, alla mancanza di servizi o ad un’adeguata attività di marketing e comunicazione tale da riuscire a posizionare il brand “Cilento” nel panorama nazionale ed internazionale. Il target di riferimento è il turista di nicchia, interessato all’offerta turistica rurale, ed in particolare al turismo eno – gastronomico. Il contesto di riferimento per la selezione del target è sia nazionale sia estero, puntando ad attrarre i flussi per un turismo destagionalizzato. A tal fine, si utilizzerà anche la strategia della cooperazione transnazionale tra gal, che vede in progettazione proprio in questo periodo le attività preparatorie per il progetto European Country Inn, in collaborazione con gal italiani e stranieri, per la realizzazione di un marchio di tipicità coordinata da utilizzare per vendere eccellenze tipiche e per promuovere il brand “territorio” in una rete internazionale di “Locande europee”.

 

Quanto è conosciuta la realtà territoriale del Cilento in Italia?

Il Cilento sta acquisendo sempre più riconoscibilità su scala nazionale, seppure con le notevoli difficoltà riscontrate che l’hanno  visto, più volte, confuso con il Salento, a testimonianza di una scarsa conoscenza del luogo. Nel 2011 solo il 28% degli intervistati rientranti nel campione riferito alla popolazione italiana di un sondaggio sul posizionamento turistico delle località collocate nella provincia di Salerno, collocava esattamente il nostro Cilento. Oggi, tanto si sta facendo per la promozione ed i risultati cominciano ad essere tangibili, ma tanto lavoro c’è da fare. Basti citare lo spot realizzato dalla RAI per EXPO 2015 che ha rappresentato il Cilento come terra in cui la dieta mediterranea  è stata dimenticata e abbandonata dagli abitanti  che, impegnati  a mantenere alto il loro “tasso di obesità”, hanno lasciato a pochi imperterriti e noiosi salutisti le verdure e i noti consigli dello stile di vita mediterraneo. Rappresentazione errata, realizzata da chi, evidentemente, ignora completamente il luogo e lo stile di vita degli abitanti.

 

L’ultimo biennio per la realizzazione dei progetti si conclude nel 2015, dopo come pensate proseguirà l’esperienza del GAL?

Nel 2015 si chiuderanno tutte le iniziative relative alla programmazione 2007 – 2013 e l’attività del GAL proseguirà con la programmazione 2014 –  2020, attenendosi alle modifiche previste dalle direttive europee in tema di politiche di coesione e sviluppo rurale.

 

 

 

 

 

 

 

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